HomeCronacaGhiacciai, la grande ritirata: lo zero termico oltre i 5mila metri accelera la fusione degli ammassiNel 2025 l’Adamello ha perso circa 12 milioni di metri cubi d’acqua. E lo spessore dei Forni, in Valfurva, si sta riducendo di 10 centimetri al giornoA sinistra l’Adamello Sotto, i frammenti del ghiacciaio Forni in ValfurvaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrescia – Dal Calderone ormai scomparso sugli Appennini ai ghiacciai delle Alpi sotto i 3mila metri destinati a sparire in pochi anni, fino alla tragedia del Nepal, dove il collasso di un ghiacciaio ha provocato centinaia di morti e dispersi. Giganti bianchi, diversi nelle proporzioni, ma legati dall’essere sentinelle dei cambiamenti climatici di origine antropica. “In tutto il sistema Himalaya-Karakorum non è la prima volta che si verificano questi eventi, seppure non così eclatanti – spiega Valter Maggi, presidente della Fondazione glaciologica italiana –, ma in un pianeta che si sta riscaldando, anche in aree così grandi, che non rispondono ai cambiamenti climatici con la stessa velocità dei nostri ghiacciai alpini, questi fenomeni stanno diventando più frequenti”. Sulle Alpi abbiamo visto gli effetti del crollo del ghiacciaio della Marmolada che, il 3 luglio 2022, ha causato 11 morti e 8 feriti. “Anche le nostre Alpi sono a rischio, ma abbiamo un sistema di monitoraggio tra i migliori al mondo: sarebbe bello che anche chi vive in Nepal, India e Tibet possa avere sistemi simili”. Dal 2019, ad esempio, la strada della Val Ferret è stata chiusa due volte per il rischio di distacco della massa glaciale del ghiacciaio di Planpincieux, a Courmayeur, sempre sotto osservazione.
Ghiacciai, la grande ritirata: lo zero termico oltre i 5mila metri accelera la fusione degli ammassi
Nel 2025 l’Adamello ha perso circa 12 milioni di metri cubi d’acqua. E lo spessore dei Forni, in Valfurva, si sta riducendo di 10 centimetri al giorno










