Sondrio, 26 agosto 2026 – Una conferma a ciò che già si intuiva ad occhio nudo. E non è una notizia positiva. Il ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, è arretrato di circa tre chilometri dall'inizio del secolo e nelle giornate più calde può perdere fino a dieci centimetri di spessore nell'arco di 24 ore.
È questo il poco felice quadro tracciato dal Servizio Glaciologico Lombardo e dall'Università degli Studi di Milano durante la tappa lombarda della "Carovana dei ghiacciai 2026" di Legambiente, svolta tra il 24 e il 26 agosto nel territorio di Valfurva (Sondrio), all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. La Carovana dei Ghiacciai di Legambiente durante il monitoraggio del ghiacciaio dei Forni
I dati e le tracce dello scioglimento
Il ghiacciaio, il secondo più grande d'Italia, mostra gli effetti di una trasformazione ormai evidente anche nella sua morfologia. Tra il 2014 e il 2022 la fronte è arretrata di oltre 400 metri e in alcuni punti lo spessore del ghiaccio è diminuito di 70 metri, secondo i dati dell'Università meneghina.
Alla fusione si accompagnano l'annerimento della superficie, l'aumento della copertura detritica e la disgregazione della fronte. La lingua inferiore è oggi interrotta da rocce che fino a pochi anni fa erano coperte dal ghiaccio.














