Bellaria (Rimini), 31 agosto 2026 – Mezzogiorno di fuoco per Stefano Bonaccini. Duello al sole con l’eurodeputato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, nel dibattito che ieri ha concluso a Bellaria il convegno di Ecr, il gruppo dei conservatori e riformisti europei.

Il presidente del Pd aveva accettato l’invito in tempi non sospetti, prima che scoppiasse la bufera per le dichiarazioni (fatte ad Albenga) in cui ha detto “il voto al primo e al secondo Trump, per la Brexit, alla Le Pen, in Italia a Meloni, Salvini e forse a Vannacci, vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato, chi vive nelle periferie e chi sta peggio economicamente”.

Dalla premier in giù, sono arrivate bordate su bordate all’ex governatore. Che dopo aver corretto il tiro (“il mio era un monito alla sinistra”), ieri si è ritrovato a difendersi da Fidanza e da una platea agguerrita, formata da fedelissimi di centrodestra che più volte hanno alzato la voce contro di lui.

La risposta di Bonaccini: “Il mio era un monito alla sinistra: mi hanno strumentalizzato”

Il tema del dibattito doveva essere l’Europa, ma inevitabilmente il discorso è partito subito da lì. Ma Bonaccini non ci sta: “Mi hanno strumentalizzato. Figuriamoci se mi permetto di definire ignoranti persone meno abbienti o con pochi titoli di studio. Vengo da una famiglia poverissima, mio padre ha fatto per una vita il camionista”.