Caro direttore, premetto che nutro stima e anche simpatia per Stefano Bonaccini, di cui davo per sicura l'elezione a segretario del Pd prima che il ciclone Schlein sostenuto dai militanti 5 Stelle cambiasse le carte in tavola. Leggendo il recente intervento (e relative precisazioni) di Bonaccini sulla "qualità" degli elettori di Meloni, mi è venuto da sorridere: non credo di essere culturalmente sprovveduto (sono prof emerito di Storia della filosofia all'Università di Padova) e per formazione sarei di centrosinistra (ho appoggiato a suo tempo con convinzione il primo governo Prodi), ma confesso che da molti anni non voto per il Pd, in cui c'è tutto e il contrario di tutto: un coacervo tenuto insieme dall'esigenza di difendere posizioni di potere che vanno dai livelli più alti ai più bassi, il tutto mascherato con una presunta quanto logora superiorità intellettuale. Le parole del buon Bonaccini mi confermano in questa scelta, perché mostrano che il Pd non sa più a che santo appellarsi... A questo punto non mi resta che sperare in una implosione del Pd, insieme, sia chiaro, con l'implosione di ciò che resta della Lega di Salvini: il panorama politico del nostro Paese risulterebbe assai più limpido. Gregorio Piaia
Bonaccini, Papetti: «Le sue parole ridicole sono riflesso di una sinistra incapace di leggere le dinamiche di una società complessa»
Caro direttore, premetto che nutro stima e anche simpatia per Stefano Bonaccini, di cui davo per sicura l'elezione a segretario del Pd prima che il ciclone Schlein sostenuto dai militanti 5...










