In quattro a punteggio pieno, e con Inter Milan e Juve c'è anche la Lazio di Gattuso. Ai campioni d'Italia basta la rete di Calhanoglu per tornare da Cagliari con ter punti che rispondono alle vittorie negli anticipi della squadra di Amorim e di quella di Spalletti: i nerazzurri soffrono più del dovuto, sprecano qualche occasione ma alla fine si prendono la vittoria che vale il primato. E dopo due giornate è a sei punti anche la Lazio che ringrazia ancora Frattesi, autore del gol decisivo nel primo tempo contro il Genoa di De Rossi in un Olimpico semi deserto causa protesta dei tifosi laziali.
A dare la prima scossa al campionato ci ha pensato però il Como vincendo il big match in casa del Napoli e riportandosi in scia delle prime dopo la frenata iniziale con l'Udinese. Un'indicazione preziosa dopo la seconda giornata: chi vorrà guadagnare lo scudetto dovrà fare i conti con i pupilli di Fabregas. Una vittoria meritata con l'intelligente gioco di squadra degli ospiti che funziona di più della qualità delle stelle dei padroni di casa. Il primo vantaggio di Baturina viene vanificato da una perla di Hojlund, poi un errore difensivo consente a Douvikas di segnare un gol che vale tre punti, con la migliore difesa dello scorso anno, rinforzata da Chalobah e Couto, che protegge l'ottimo Butez. Due fuoriserie in campo nel primo big match della stagione, con rispettoso saluto tra i due allenatori dopo i veleni dello scorso anno. Il furore del Napoli contro i fraseggi del Como regolano il primo tempo con gli ospiti che arrivano sempre primi, si ritrovano con facilità e i partenopei arrancano. Vantaggio al 17' con Diao incontenibile per Olivera, palla a Baturina che, lasciato solo, trova l'angolino. Il pari è una prodezza di Hojlund alla mezz'ora che si porta a spasso Ramon e trova un diagonale superbo. Ma il pallino del gioco è in mano ai lombardi che si riportano in vantaggio pressando i difensori. Il pasticcio lo combinano Marin, Anguissa e Rrahmani, poi Douvikas li punisce con il solito opportunismo. Nella ripresa Allegri prende provvedimenti: dentro Spinazzola, Allison e De Bruyne, ma il senso di squadra del Como contiene la pressione dei padroni di casa che non trovano sbocchi: la diga creata a protezione della difesa da Da Cunha e Milla (che ha tolto il posto a Perrone) funziona e l'emozione più intensa è la paura per lo scontro di testa tra Smolcic e De Bruyne che dopo un po' si riprendono. Un fuorigioco di Lucca vanifica un bel gol finale di Lobotka. Il Como passa al Maradona, il Napoli mastica amaro.







