L’Inter lascia l’Unipol Domus con tre punti preziosi, rispondendo ai successi di Milan, Juventus e Lazio e restando in vetta a punteggio pieno.

Il risultato, però, non racconta fino in fondo l’andamento del confronto: se il tabellino recita 1-0, sul campo si è visto un predominio netto, mortificato da una sorprendente mancanza di lucidità in fase realizzativa. Trentuno conclusioni e una sola rete a referto fotografano un monologo trasformato in una sfilza di occasioni sciupate, aspetto sul quale Cristian Chivu dovrà inevitabilmente soffermarsi per evitare complicazioni superflue lungo il cammino.

La sfida si sblocca già al 9’: Nicolò Barella, sommerso dai fischi dei suoi ex concittadini, imbecca sulla destra Hakan Calhanoglu, che dal limite fulmina l’angolino basso con un destro chirurgico.

Sembra l’avvio di una goleada, sul modello del poker rifilato al Monza all’esordio, ma quella del turco resterà l’unica marcatura di una serata carica di rimpianti.

Da lì in avanti l’Inter controlla ritmo e possesso come in un allenamento a porte chiuse, complice un Cagliari bloccato nella propria metà campo. Il primo tempo si chiude con un eloquente 15-0 nel conto dei tiri per i campioni d’Italia.