La pazienza è finita da un pezzo, soffocata dal caldo torrido di questa estate e dall’indifferenza delle istituzioni. A Tremestieri, nella sola via San Paolo, il diritto fondamentale all’acqua è diventato un miraggio: da circa due mesi le rubinetterie delle abitazioni sono completamente all’asciutto.
Più di sessanta giorni di disagi continui, rabbia e frustrazione per decine di famiglie che si trovano a dover affrontare le temperature record di questi mesi senza poter usufruire del bene più essenziale. Un po tutto il territorio è senza acqua da tempo, ma in via San Paolo è proprio un lontano ricordo. Fare una doccia al rientro dal lavoro, azionare una lavatrice, cucinare o banalmente igienizzare la casa sono diventate operazioni impossibili o affidate all’ingegno quotidiano. Per tirare avanti, i residenti sono costretti a fare scorta di bidoni, fare spola dalle case dei parenti o ricorrere a costose autobotti private.
Una situazione non più sostenibile, né dal punto di vista economico né sotto il profilo igienico-sanitario, soprattutto per chi in casa accudisce anziani, bambini piccoli o soggetti fragili.
A rendere il quadro ancora più esasperante è la totale assenza di risposte concrete e trasparenti. Le proteste dei cittadini si scontrano da settimane contro il muro di gomma eretto da Acoset, l’ente gestore del servizio idrico. Da parte della società non è giunta alcuna certezza: nessuna data plausibile per il ripristino del servizio, nessuna spiegazione chiara sulle cause strutturali o sui guasti che stanno paralizzando via San Paolo, e neanche un piano d’emergenza adeguato per tamponare la crisi.








