Di: SEIDISERA - Manjula Bhatia / Tieffe La NASA ha lanciato domenica il telescopio spaziale Roman, destinato nei prossimi anni a mappare vaste porzioni del cosmo e a contribuire alla ricerca su alcuni dei grandi misteri dell’universo: dall’energia oscura ai pianeti che orbitano attorno ad altre stelle.Il telescopio è partito alle 13.26 ora svizzera dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX. Prende il nome dall’astronoma statunitense Nancy Grace Roman, che ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo del telescopio spaziale Hubble, lanciato in orbita nel 1990.Roman si aggiunge così a Hubble e al più recente James Webb, senza però sostituirli, spiega Christoph Mordasini, professore all’Università di Berna, a SEIDISERA. La sua particolarità è soprattutto il campo visivo, circa cento volte più ampio rispetto a quello di Hubble: mentre quest’ultimo permette di osservare in profondità singoli oggetti, Roman è stato progettato per fotografare porzioni molto vaste del cielo, raccogliendo in una sola immagine milioni di stelle.Esopianeti ed energia oscuraUno dei principali obiettivi della missione sarà lo studio dell’energia oscura, la misteriosa componente dell’universo che si ritiene responsabile della sua espansione accelerata. Secondo le stime attuali rappresenterebbe circa il 68% del contenuto energetico dell’universo, mentre la materia ordinaria, quella di cui sono composti stelle, pianeti e anche gli esseri umani, costituisce appena il 5%.“Le domande alle quali gli scienziati vogliono rispondere con Roman sono di natura fondamentale”, sottolinea Mordasini. Nonostante la scoperta dell’energia oscura risalga ormai a circa un quarto di secolo fa, infatti, le sue caratteristiche rimangono in gran parte sconosciute.Roman avrà inoltre un ruolo importante nella ricerca degli esopianeti. Nei suoi cinque anni di osservazioni dovrebbe individuarne oltre 1’400 con masse superiori a quella di Marte, tra cui circa 300 con una massa inferiore a tre volte quella terrestre. Dati che, spiega l’astrofisico bernese, permetteranno di capire meglio quanto siano comuni i pianeti simili al nostro.Il telescopio si dirigerà ora verso una regione dello spazio situata a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove opererà anche il James Webb. Il viaggio durerà circa tre mesi e sarà seguito da una fase di preparazione e test degli strumenti prima dell’inizio delle osservazioni.03:25SEIDISERA del 30.08.2026 - Il servizio di Manjula BhatiaRSI Info 30.08.2026, 18:16