Di Antonino Fogliani mancherà il gesto nitido, la personalità carismatica e l’autorevolezza interpretativa. La comunità musicale internazionale piange la scomparsa, a soli 50 anni e a seguito di una lunga malattia, del direttore d’orchestra messinese, tra i più apprezzati della scena musicale sinfonica e operistica, bacchetta di assoluto rigore e di riconosciuta competenza, tanto sul podio quanto nell’approccio filologico e analitico alla partitura, qualità oggi sempre più rare.Nato nella città dello Stretto il 29 giugno 1976 – seppur residente in Svizzera da molti anni – il maestro Fogliani intraprese gli studi di Composizione al Conservatorio “Corelli”, diplomandosi poi con Francesco Carluccio al Conservatorio di Bologna, città nella quale conseguì anche il diploma in Pianoforte e la laurea in Discipline musicali. Al Conservatorio “Verdi” di Milano il diploma in Direzione d’orchestra sotto la guida di Vittorio Parisi e poi il perfezionamento all’Accademia musicale Chigiana di Siena col grande maestro Gianluigi Gelmetti, del quale divenne presto collaboratore e assistente. Il debutto sul podio arrivò nel 2001, nell’ambito del prestigioso Rossini Opera Festival, con «Il viaggio a Reims»: per Fogliani l’inizio d’una carriera internazionale fatta di grandi successi e collaborazioni con eminenti compagini sinfoniche nazionali ed internazionali, tra cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo, i Düsseldorfer Symphoniker, la Gürzenich-Orchester Köln, la Neue Philharmonie Westfalen e la Moscow State Philharmonic Society. È stato dal 2011 direttore musicale del Festival Rossini di Wildbad e dalla stagione 2017/2018 era Principal guest conductor presso la Deutsche Oper am Rhein.
Rigore e passione, addio al maestro Fogliani
Un'eccellenza del podio, un musicista competente e "filologico" che aveva conquistato la scena internazionale







