La polizia postale ha segnalato una nuova campagna di truffe. La richiesta di denaro arriva da contatti in rubrica e non da sconosciuti. Come difendersi

«Mi faresti un favore enorme? Mi è finito il limite della carta di credito e mi servirebbero dei soldi, potresti farmi un bonifico?».

Il messaggio su Whatsapp arriva da un amico, o almeno da un contatto in rubrica. Spesso addirittura nel bel mezzo di una conversazione avviata. Ma questi messaggi compaiono solo a chi li riceve e non al contatto che apparentemente li ha scritti. È una nuova ondata di truffe dell'estate che la polizia postale ha segnalato in una nota.

Le vittime, sparse per tutta Italia e colpite nel mese di agosto, vanno incontro allo stesso copione, con il solo particolare che gli account compromessi sembrano offrire risposte automatiche quando gli utenti contattati chiedono delucidazioni sulle richieste insolite. Nei casi finora documentati la violazione non passa dall'ingegneria sociale: nessuno ha ceduto codici di autenticazione a due fattori, e nella sezione "Dispositivi collegati" non compare alcuna sessione estranea.Nel comunicato diffuso il 29 agosto, la Polizia di Stato parla esplicitamente di attacchi zero-click, ovvero nessuna esca da cliccare e nessun allegato da aprire. Le vulnerabilità individuate riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple e, in alcuni casi, possono essere sfruttate senza che l'utente debba compiere alcuna azione. Ottenuto l'accesso, i criminali inviano messaggi fingendosi una persona conosciuta e chiedono denaro simulando una situazione di emergenza. Il fenomeno non è nuovo. Già a maggio la società italiana di informatica forense Forenser aveva raccolto, nell'arco di pochi giorni, diverse segnalazioni con le stesse caratteristiche: nessun dispositivo sconosciuto tra quelli collegati, nessun accoppiamento autorizzato dall'utente, e casi che andavano dall'iPhone 8 all'iPhone 14, tutti con una versione di iOS 16.La Polizia di Stato consiglia di seguire semplici accorgimenti per ridurre i rischi di compromissione dei propri dispositivi digitali: