BELLUNO - «Ciao, potresti prestarmi 870 euro? Devo pagare il dentista». Il messaggio arriva su Whatsapp da un numero amico e conosciuto. E sembra vero: la cifra è verosimile, il contatto è noto. C'è anche la promessa di restituirli quanto prima: perché non crederci? Invece è una truffa. Anzi, l'ultima truffa telefonica che corre sugli smartphone. E nei giorni scorsi, suo malgrado, è rimasta vittima anche la consigliera di parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego.
Gli hacker truffatori hanno clonato il suo telefono istituzionale. E hanno diramato a tutta la rubrica il messaggio con la richiesta di denaro contante. Ovviamente, nella rubrica di una figura istituzionale quale la consigliera, ci sono anche numeri altrettanto istituzionali. Quindi sindaci, assessori, presidenti di associazioni di categoria, segretari di sigle sindacali... Si arriva anche a figure di primo piano della Regione Veneto. Tutti hanno ricevuto il messaggio partito in maniera truffaldina dal suo telefono clonato: «Ciao, potresti prestarmi 870 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera».
È successo venerdì pomeriggio. Per fortuna, la consigliera Monego è molto conosciuta per la sua attività e per la combattività con cui porta avanti le battaglie legate al suo ruolo, fatte di parità di genere, di contrasto alle disuguaglianze. E così nel giro di qualche minuto ha ricevuto telefonate e messaggi sul suo numero privato. «In pochissimo, per fortuna, mi sono resa conto che mi avevano clonato il telefono istituzionale – racconta Monego -. Così l'ho spento, ho tolto la sim e ho subito segnalato la cosa, bloccando il numero. Mi spiace solo che questa cosa possa aver creato qualche disagio a chi ha ricevuto il messaggio. Nei prossimi giorni cercherò di recuperare il pieno possesso del numero, altrimenti vorrà dire che la Consigliera di Parità ne avrà uno nuovo».






