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Quando a inizio agosto Ariana Grande ha annunciato che, terminato il suo tour The Ethernal Sushine l'1 Settembre, si sarebbe ritirata dalle scene per un po', è successo nei media qualcosa di singolare. Quasi da un giorno all'altro, sono apparsi titoli su titoli che esprimono preoccupazione per la magrezza estrema della pop star. E al contempo la stampa si è chiesta se, ed eventualmente in che modo, si possa ricominciare a parlare del corpo di una donna quando quel corpo suscita una preoccupazione per la sua salute o sembra promuovere, volontariamente o meno, un modello potenzialmente pericoloso.
Nessuno dei due temi è nuovo: se ne parla assiduamente da anni sui social media, e non solo a proposito di Ariana Grande. Ma più che i giornalisti, sembrava che fossero solo content creator e youtuber a portare avanti il dibattito sull'evidente ritorno del mito della magrezza, l'altrettanto palese declino della body positivity e il paradosso che porta a non parlarne troppo, per non venire accusati di body shaming. Ma l'ultimo capitolo della storia di preoccupazioni sul corpo di Ariana Grande sembra avere infranto questo tabù, anche nella stampa tradizionale.






