Di: ARi Depositata nell’aprile del 2024 con oltre 132’000 firme valide a sostegno, l’iniziativa sulla neutralità è il primo tema su cui il popolo dovrà esprimersi per le votazioni federali del 27 settembre. Il testo punta a introdurre nella Costituzione federale una definizione integrale del concetto di neutralità.In cosa consiste la neutralità?La neutralità è uno dei cardini della politica estera della Svizzera. Consolidatasi nell’arco di secoli, e sancita nell’Ottocento prima dal diritto internazionale e poi dalla Costituzione federale, essa ha una natura permanente, armata e implica che la Confederazione non possa prendere parte a scontri armati fra altri Paesi, non debba dare sostegno militare a belligeranti, né mettere il territorio elvetico a disposizione di essi. Esclusa è naturalmente l’adesione ad alleanze militari. Solo se aggredita la Svizzera, ai sensi del diritto internazionale, sarebbe svincolata da tale divieto.Grazie alla sua posizione di neutralità, la Confederazione è spesso chiamata a esercitare un ruolo di mediazione nei conflitti e a offrire i propri buoni uffici per la risoluzione degli stessi.Alla neutralità e alla sua tutela fanno riferimento alcune norme della Costituzione federale. Ma il testo sottoposto al corpo elettorale introduce un articolo specifico che, se da un lato ribadisce il carattere perpetuo e armato della neutralità, dall’altro la estende anche a misure coercitive non militari nei confronti di Stati belligeranti: l’adozione di sanzioni verrebbe quindi preclusa, con l’unica eccezione per quelle disposte dalle Nazioni Unite, di cui la Svizzera fa parte dal 2002. Consentite potrebbero essere misure dirette a impedire l’aggiramento, attraverso la Svizzera, di sanzioni disposte da altri Stati. L’iniziativa, infine, fissa direttamente nella Costituzione, nel caso di un’aggressione contro il Paese o di atti preparatori, la possibilità di collaborare con alleanze militari. Iniziativa sulla neutralità: il video esplicativoL’accettazione dell’iniziativa sancirebbe quindi un cambio di paradigma. Da strumento consolidato, la neutralità diverrebbe un principio di politica estera rigido e ancorato specificamente nella Costituzione. I promotori dell'iniziativa, qui ripresi a Berna nell'aprile del 2024 all'atto della consegna delle firme in Cancelleria federalearchivio keystoneA venir meno sarebbero quindi quei margini di manovra che, in base al quadro giuridico in vigore, hanno in particolare consentito alla Confederazione di riprendere le sanzioni decise dall’UE nei confronti della Russia, dopo la sua aggressione all’Ucraina. Preclusa, inoltre, sarebbe anche la possibilità di intraprendere cooperazioni con alleanze difensive in materia di sicurezza.Gli argomenti degli iniziativistiI promotori del testo ritengono che la Confederazione, riprendendo le sanzioni inflitte dall’UE alla Russia, non si sia conformata con rigore al dovere di neutralità. Sostengono quindi che la neutralità, per essere credibile, non possa essere selettiva ma debba essere mantenuta rispetto ad ogni conflitto. Nell’attuale interpretazione, invece, ravvisano un avvicinamento all’UE e alla NATO col rischio di derive verso dipendenze militari e conflitti. Circa le sanzioni, gli iniziativisti reputano che esse colpiscano di rado i diretti responsabili dei conflitti. A subirne gli effetti, fra privazioni e riduzione alla fame, sono invece spesso le popolazioni civili. La Svizzera quindi, coerentemente son la sua vocazione umanitaria e di neutralità, non deve quindi aderire a misure coercitive che gravano su innocenti. I favorevoli, quindi, sottolineano le turbolenze dell’attuale quadro internazionale e l’importanza di una collaudata neutralità ai fini della prevenzione dei conflitti e della promozione della pace.Gli argomenti dei contrariIl Governo e le Camere, che si sono pronunciate contro l’iniziativa con nette maggioranze, difendono l’attuale margine di manovra in materia di neutralità e sottolineano come esso sia comunque delimitato dal diritto internazionale e da quello interno. La definizione rigida prevista dal testo si tradurrebbe, di conseguenza, in una restrizione delle opzioni a disposizione della Svizzera.L’iniziativa, rilevano i contrari, avanza richieste che, sotto più aspetti, trovano già ora riscontro nella prassi seguita dalla Confederazione. A far la differenza sono però le restrizioni previste sul terreno delle sanzioni e della cooperazione in materia di sicurezza, ambito che, attualmente, offre alla Svizzera preziose opportunità di scambi di esperienze. Limitare quest’ultima alla sola eventualità di un’aggressione comporterebbe così gravi ripercussioni per la sicurezza del Paese.Le sanzioni, infine, rappresentano uno strumento rilevante per rispondere a violazioni di quell’ordine internazionale di cui la Confederazione, in quanto Stato di piccole dimensioni, è in particolare beneficiaria. L’impossibilità di adottarle, se non nella misura ristretta imposta dall’iniziativa, si tradurrebbe quindi in un danno per gli interessi e la reputazione internazionale della Svizzera. Iniziativa sulla neutralità: si va verso un "no"Telegiornale 21.08.2026, 20:00
Quale futuro per la neutralità? - RSI
Verso il 27 settembre: i contenuti dell’iniziativa popolare, le argomentazioni di favorevoli e contrari
















