Una esecuzione pianificata nei minimi dettagli quella del delitto Scorza a Casssano: un video immortalerebbe i sicari in azione a Lauropoli in casco integrale. Una sventagliata di piombo sulla vittima

Il commando che ha portato a termine venerdì mattina l’agguato dove è stato ucciso il trentaseienne cassanese, Giuseppe Scorza, e ferito gravemente il cinquantenne incensurato, Renato Elia, era composto da due persone con il viso travisato da caschi integrali. La notizia, anche se non viene né smentita né confermata dagli inquirenti, sarebbe emersa da una telecamera di videosorveglianza privata posta nei pressi del magazzino adibito a ufficio dell’azienda impegnata nei servizi di pulizia e manutenzione del verde pubblico situato in via Pola, dove, al momento dell’agguato, si trovavano Giuseppe Scorza e Renato Elia per organizzare le squadre di lavoro e pianificare i servizi sul territorio. Giuseppe Scorza è stato ucciso da una sventagliata di colpi. Si è trattato di un’esecuzione “chirurgica”, pianificata nei minimi particolari.

UNA RAFFICA DI COLPI SULLA VITTIMA

Chi ha portato a termine “la missione di morte” conosceva perfettamente le abitudini del trentaseienne Giuseppe Scorza e del cinquantenne Renato Elia. Sapeva della loro presenza in via Pola a quell’ora precisa. Il “commando”, secondo alcune ricostruzioni che, al momento, non trovano né conferme né smentite negli inquirenti, ma che vengono riportate solo per dovere di cronaca, sarebbe entrato in azione cogliendo le vittime di sorpresa e sparando, con una mitraglietta o un’altra arma automatica dall’esterno verso l’interno dell’ufficio, una raffica di “piombo”. Giuseppe Scorza sarebbe stato attinto da diversi colpi che non gli hanno lasciato scampo, mentre Renato Elia sarebbe stato ferito da un solo colpo e questo gli ha permesso di trovare la forza di raggiungere il bar situato a circa quaranta metri dal magazzino-ufficio e di mettersi in salvo.