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Il giorno dopo arriva sempre e a Cassano Jonio si prova a tornare, anche stavolta, alla normalità. Ma è una normalità che porta addosso il peso della paura. Nei bar, lungo i marciapiedi, nei luoghi di ritrovo della comunità si parla quasi esclusivamente dell’agguato che, all’alba di venerdì, ha trasformato Lauropoli in una scena di sangue, uccidendo Giuseppe Scorza e ferendo gravemente Renato Elia.

Accanto alla richiesta di fiducia diramata, nell’immediato, dalle istituzioni c’è una domanda che arriva forte e chiara dai cittadini: adesso servono fatti concreti. Perché la gente onesta, quella che ogni mattina esce di casa alle sei per andare a lavorare e rientra nel pomeriggio, vuole sentirsi sicura anche quando è lontana dalla propria abitazione. Vuole sapere che lo Stato c’è, che il territorio è presidiato, che la risposta alla criminalità non si limita alle parole pronunciate dopo ogni agguato.

LE INDAGINIE mentre la comunità si interroga, le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri della Compagnia cittadina, coordinati dal pm di Castrovillari, Angela Cioffi, stanno passando al setaccio ogni elemento, senza tralasciare alcuna pista.

Un contributo importante potrebbe arrivare dalle immagini delle videosorveglianze. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, alcune telecamere avrebbero ripreso almeno due soggetti con il volto coperto, apparentemente da caschi integrali, avvicinarsi alla zona dell’omicidio in sella a una moto e allontanarsi rapidamente subito dopo l’agguato.