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Diretto, senza fronzoli e dannatamente onesto. Vincenzo De Luca torna a far parlare di sé e lo fa commentando la notizia del giorno, ovvero l'affaire Ranucci. Il dem, da par suo, non delude nemmeno stavolta. E scarica, in modo diretto e netto, il paladino dei giustizialisti di sinistra. "Il problema è rappresentato da una deriva che ha assunto in Italia il giornalismo cosiddetto di inchiesta che tutto è tranne che giornalismo", ha sottolineato il primo cittadino di Salerno, nel corso della sua consueta trasmissione social. "Per una parte del giornalismo, tra l'altro pagato dai cittadini italiani, il problema non è far emergere la verità, svolgere un'azione di critica permanente del potere e del mondo politico, delle degenerazioni nella vita pubblica; l'obiettivo è quello di soddisfare il narcisismo dei conduttori televisivi, l'opportunismo, il carrierismo, nove volte su dieci sulla pelle dei cittadini e degli interlocutori".

Più paraguru che guru, Ranucci adesso ha due scelte

De Luca è un autentico fiume in piena. "Quando ero giovane ho usato un'espressione, il camorrismo giornalistico. Il problema vero non è il giornalismo che cerca la verità, che esercita una funzione critica, ma il giornalista che fa il protagonista, lui, sulla pelle degli altri, malato di narcisismo che costruisce le proprie carriere inventandosi, a prescindere dalle verità, lo scandalo, lo scoop, non avendo mai la correttezza, quando si sbaglia, di chiedere scusa per aver distrutto una famiglia o una persona. La vicenda di Ranucci mi ha confermato un giudizio che dava uno dei miei maestri, Piero Gobetti il quale diceva che la logica del moralismo è sempre utilitaria".