Al campetto da basket di piazza Livio Bianco, Mirafiori, non gioca più nessuno da anni. Alle sei di un caldo pomeriggio di fine agosto, sul pavimento in cemento c’è solo un gruppo di tredicenni in pantaloncini e scarpe da ginnastica con gli occhi all’insù. Guardano i due pali di metallo divelti e spogli agli estremi del campo. Una volta sorreggevano i canestri, poi qualcuno ha sbriciolato i tabelloni, piegato le parti in metallo e sradicati i ferri. «A me il basket piace, e vorrei uno spazio dove giocare» sospira Antonio, uno degli adolescenti. A due passi da qui c’è il PalaTazzoli, uno dei templi del grande sport torinese. Nelle periferie, invece, a patire sono le infrastrutture di base dello sport di strada: i campetti. Il viaggio de La Stampa nei quartieri Sono un centinaio i playground in città tra piastre, campi, aree verdi attrezzate. Quelli che soffrono di più sono dedicati alla pallacanestro e al calcio: La Stampa ne ha individuati una dozzina fra quelli ridotti peggio. Distrutti, abbandonati, consumati da ruggine e sporcizia, stanno al centro di parchi e giardini pubblici come monumenti senza nome. Inutilizzati da mesi, spesso da anni. Nessuno ci gioca più, in pochi sperano in una rinascita. Parte un censimento delle aree sportive Ora il Comune vuole capire con precisione quanti e quali sono quelli da rimettere a nuovo. Prima, però, bisognerà censire i campetti uno a uno: «Insieme all’assessorato al Verde e alle Circoscrizioni abbiamo definito l’istituzione di un tavolo di coordinamento – spiega l’assessore allo sport Mimmo Carretta – per avviare un censimento puntuale delle aree sportive e delle loro necessità manutentive». Il tavolo si riunirà per la prima volta il 2 settembre. Nell’attesa, i non-campi abbandonati restano lì. Al giardino Tina Anselmi ci sono i tabelloni ma non i ferri. Un po’ come a Borgo Pilonetto, dove fino a poco tempo fa i ragazzi del quartiere si accontentavano di centrare con la palla il riquadro nero. Addio canestri per il basket All’Anselmi il campetto è incorniciato dai palazzoni. Un colpo d’occhio notevole, e infatti una coppia di adolescenti si mette in posa per le foto. «Ma qui non giochiamo, guarda com’è distrutto – sbuffa uno dei due – quando ero piccolo qui ci venivo sempre». Il copione è lo stesso in tanti altri quartieri. Un elenco non esaustivo: tra via Pietro Cossa e corso Appio Claudio, il fondo è logorato e anche qui mancano i canestri; ai giardini Cafasso di Borgo Vittoria manca un pezzo di tabellone e il ferro è inesistente; in corso Molise, Lucento, davanti alla stazione della Polizia Locale, i canestri sono stati piegati verso il basso dai vandali.