Ieri la tedesca Bild scriveva che il cancelliere Friedrich Merz si accingerebbe ad accusare Mosca di essere dietro al caso del drone carico di esplosivo intercettatodi Daniel Mosseridomenica 30 agosto 20263' di letturaSabato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto ammenda, ammettendo che «quel deposito d’armi non avrebbe dovuto trovarsi lì». Poco prima aveva convocato la procura generale, il ministero dell’Interno, i servizi di sicurezza ucraini e lo stato maggiore delle Forze armate per fare luce sulla strage di venerdì, quando l’ennesimo attacco russo ha fatto centro su una santabarbara non autorizzata nel villaggio di Myla. Le immagini diffuse dal Kyiv Post mostrano un’alta colonna di fumo che si alza da Myla venerdì al tramonto lasciandosi dietro 37 morti e 42 feriti. «Una situazione terribile e una terribile negligenza da parte di chi ha immagazzinato esplosivi accanto alla popolazione», ha scritto ancora su X il capo dello Stato. A saltare in aria sono stati missili, proiettili e munizioni.

RISPUNTA LUKASHENKO Zelensky ha assicurato che gli investigatori hanno tutti gli elementi per far luce sulla strage: Myla è situata nel distretto di Bucha (a nordovest di Kiev) già reso tristemente famoso per l’eccidio di 400 civili commesso dalle forze russe nel marzo del 2022, poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina. Ma se Myla piange, Kiev non ride. Ieri una bambina di due anni è rimasta uccisa e 29 persone ferite in un attacco con droni russi su un caffè nel quartiere Obolonskyi della capitale. E altre cinque persone, aveva riferito poche ore prima il sindaco Vitali Klitschko, erano rimaste ferite in un altro attacco. Il ministero della Difesa di Mosca ha poi dichiarato che «droni d’attacco e armi aeree di precisione» hanno colpito anche il centro di trasporto e logistica Fim Service nel villaggio ucraino di Chaiki, i cui magazzini erano utilizzati per lo stoccaggio di componenti per i missili da crociera a lungo raggio Flamingo.