HomeViareggioCronacaIntorno al pino di S. Andrea. Si apre una nuova storiaAvviata la raccolta firme finalizzata a chiedere la pedonalizzazione della strada "L’esempio delle capitali europee con più verde e centri senza auto".Lo storico locale Gambalunga si è fatto promotore dell’iniziativa popolareRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDa quando l’asfalto di via Sant’Andrea tace, ai tavoli della storica pasticceria Gambalunga si può sentire il cinguettio degli uccelli tra le chiome degli alberi rimasti a fare da cornice all’omonima chiesa. E anche il rito della colazione, avvolto da quel sottofondo, ha un altro sapore: la meraviglia di una natura ritrovata da quando quel piccolo tratto di strada è stato sottratto al traffico. La causa originaria è un gesto di forza della natura stessa: le radici del monumentale pino di Sant’Andrea — per ora tale per convenzione, ma è già partita da Fermi Mai la richiesta per l’iscrizione ufficiale — spingendo da sotto il cemento hanno sollevato il manto stradale, rendendolo pericoloso. Un’insurrezione gentile che ha rotto gli schemi della viabilità, rallentando il ritmo del centro per restituirgli un’anima più vivibile e a misura d’uomo.
Così, proprio dal bancone di Gambalunga della famiglia Benassi, con il supporto dell’avvocata Laura Crucianelli e del geometra Daniele Gnesi, è germogliata l’idea di una raccolta firme (disponibile anche alla Libreria Lungomare) per chiedere al Comune di trasformare la chiusura straordinaria in una scelta permanente. Un’occasione per ricucire il tessuto urbano con un progetto di riqualificazione capace di abbracciare anche il sagrato della chiesa.








