LavoriRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 29 giugno 2026 – «Nuova strada su viale Matteotti: la chiamano decongestione, ma rischia di diventare un imbuto davanti a Plessi Scolastici, Impianti Sportivi e ad una zona fortemente antropizzata e popolosa Con Determinazione n. 596 del 12 giugno 2026, l’Amministrazione comunale ha escluso dalla VAS la variante per la nuova viabilità tra Ponte Leonardo e viale Matteotti. La VAS, Valutazione Ambientale Strategica, non è un passaggio burocratico qualsiasi. Serve a capire prima, e non dopo, se una scelta urbanistica può avere effetti rilevanti su traffico, rumore, aria, sicurezza, salute e qualità della vita. Serve anche a confrontare alternative e a coinvolgere i cittadini prima che le decisioni diventino irreversibili. Per questo la sua esclusione è un fatto politico serio. Una scelta grave, perché presa mentre restano senza risposta le domande decisive: quanto traffico arriverà davvero su viale Matteotti? Cosa succederà negli orari di ingresso e uscita delle scuole e in orari di punta? Come reggerà il quadrivio tra scuola, piscina e palazzetti dello sport?

Chi garantirà sicurezza, rumore e qualità dell’aria? La nuova strada viene raccontata, in primis da Sindaco e Assessore Piomboni, come un’opera di decongestione. Ma tutto lascia prevedere il contrario: un nuovo flusso di veicoli scaricato in uno degli snodi più delicati della città, a poche decine di metri da studenti, famiglie e impianti sportivi. Prima si decide si progetta escludendo la popolazione dal confronto e dalla partecipazione sfruttando, nel silenzio assordante, un altro Ente sovraccomunale per definire una strada comunale e non mostrando le soluzioni alternative. Poi, forse, si misureranno gli effetti. È questo il punto politico. Il Comune esclude la VAS proprio mentre il suo stesso provvedimento ammette criticità acustiche, rinvia verifiche fondamentali, prevede misure ante e post operam e chiede approfondimenti sulla barriera acustica della scuola. Per alcune abitazioni vicine alla nuova strada si arriva perfino a prendere atto che il rispetto dei limiti potrà essere garantito solo all’interno delle case. Tradotto: fuori casa il rumore potrà peggiorare. La risposta dell’Amministrazione sembra essere: chiudete le finestre. E sulle scuole? È prevista una barriera acustica di 2,5 metri, ma ARPAT chiede di verificare se sia sufficiente a proteggere anche il secondo piano. Quindi la tutela non è ancora dimostrata. Eppure la VAS viene esclusa. Non basta. La ASL aveva inizialmente espresso parere negativo. Poi cambia posizione, ma solo con prescrizioni.