Siamo sicuri di capire davvero quello che vediamo? E’ l’interrogativo a cui ruoterà attorno "Fuori fuoco, ovvero cosa guardiamo quando guardiamo uno schermo", appuntamento del Festival della Mente sabato 5 settembre alle 16.45 al cinema Moderno. A portare avanti l’analisi sugli effetti dei mutamenti tecnologici e del rapporto tra autore e spettatore, in un momento storico caratterizzato dall’intelligenza artificiale e dalla promiscua affidabilità delle fonti, sarà Davide Ferrario, regista, sceneggiatore e scrittore.

I titolo del suo incontro mette in luce due aspetti e il primo riguarda l’affidabilità del prodotto da fruire. Quanto possiamo fidarci oggi di ciò che ci viene proposto o che scegliamo di guardare?

"Credo che la soglia che abbiamo varcato nella modernità sia la distinzione tra reale e finto. Non dico falso, che pure è un problema, come nel caso delle fake news. Nel mio film precedente Umberto Eco osservava che se io ti racconto la storia di Biancaneve tu la ascolti proprio perché è finta, è una fiction. Nel Novecento c’era una chiara distinzione tra questi due piani, che pure si potevano intersecare in modo intrigante. Oggi la tecnologia ha cancellato quella soglia, e guardiamo la realtà come se fosse una fiction e la fiction come se fosse reale. Un fenomeno non morale, ma fisiologico e indotto dalla tecnologia, che ha cancellato il sistema storico della comunicazione basato su una fonte che raccontava qualcosa a qualcun altro. Oggi non sai più cosa credere perché non sai riconoscere la fonte".