Il verde pubblico a Giarre è in disarmo, tra parchi chiusi per inagibilità strutturali e grandi spazi come la villa Margherita, l’area a verde di via Pertini e nella rotatoria del viale Don Minzoni, in totale stato di degrado. Il caso più emblematico di questa crisi è senza dubbio il parco comunale Jungo di corso Europa.
Da lunghi anni l’area è completamente sottratta alla pubblica fruizione a causa di una vecchia ordinanza dirigenziale, emessa per gravi criticità strutturali che interessano l’arena interna. L’assenza di vigilanza e di interventi di ripristino ha trasformato il parco in una terra di nessuno: all’interno si susseguono continui atti di vandalismo, culminati in passato in roghi dolosi che hanno letteralmente polverizzato la storica ludoteca.
Non va molto meglio al parco Giardino di Macchia. Nonostante la recente riapertura al pubblico, avvenuta dopo la rivitalizzazione dei servizi igienici, questo immenso polmone verde rimane ampiamente sottoutilizzato. La grande arena necessita di urgenti interventi manutentivi sulle gradinate, mentre gli spogliatoi e i servizi dell’anfiteatro si trovano in condizioni di totale degrado. L’aspetto più mortificante riguarda però il viale delle personalità illustri. Da oltre un decennio, questo spazio della memoria è stato profanato: ignoti hanno infatti trafugato i busti bronzei del maestro di giornalismo Alfio Russo e del poeta e giurista Carlo Parisi.







