In una delle tappe sulla carta più tranquille della Vuelta succede l'impensabile: Tadej Pogacar cade lungo un rettilineo a 33 chilometri dall'arrivo dell'ottava frazione, prova a rialzarsi ma il dolore alla spalla e al gomito è troppo. Lo sloveno era in rosso fin dalla prima tappa, in quanto leader, e il rosso lo colora mentre scuote la testa, faticando a stare in piedi, col braccio sinistro insanguinato come il volto. Poi, la resa definitiva in ambulanza.

Pogacar

Forse una semplice disattenzione, forse - come emerge dalle ricostruzioni video - un grosso sasso a bordo strada, esattamente dove stava passando, ad andatura tranquilla a centro gruppo, il campione della Uae. Resta adesso priva del suo padrone incontrastato (già tre successi e 3'50" di vantaggio sul secondo) la corsa spagnola e sono alte le probabilità che succeda lo stesso al ciclismo globale in questo finale di stagione, negli ultimi anni sempre amico di Pogacar tra mondiali e Giro di Lombardia. Non era mai successo che lo sloveno si ritirasse in una corsa a tappe, figuriamoci in un grande giro, dove non era mai sceso dal podio: nel suo palmares da eletto, il suo peggior risultato, proprio sulle strade di Spagna, fu un terzo posto al debutto assoluto condito da tre vittorie di tappa.