(di Elisabetta Stefanelli)

- C'è un palazzo che è come uno scrigno di storie, personali, collettive, d'odio e di amore, di povertà e di ricchezza, che superano i confini o che non vanno oltre il cortile rigoglioso di fichi d'India. È il Palazzo Comi di Lucugnano, piccola frazione di Tricase in provincia di Lecce, Salento, che custodisce la complessa eredità di quel personaggio dalle mille sfaccettature che fu Girolamo Comi, poeta dalla sterminata cultura, animatore culturale, imprenditore disastroso, marito infedele, grande bibliografo e collezionista di preziosi volumi nato nel 1890 nella vicina Casamassella e scomparso proprio a Lucugnano nel 1968. Uomo a dir poco originale e complesso la cui cultura internazionale arricchisce le mura della bellissima residenza, oggi Casa Museo in suo nome. Il palazzo non fu infatti solo una residenza ma un vero e proprio centro culturale che proiettò il Salento nel panorama internazionale. Meta di scrittori ed artisti che lì trascorrevano lunghi periodi dando vita con lui all'Accademia salentina, circondati da libri e mobili preziosi, arazzi, tappeti pregiati. Ora visitabile, stanza dopo stanza, alla scoperta di una lunga storia conservata dall'amorosa cura dell'ex governante poi ultima compagna, Tina Lambrini che oggi da nome all'associazione di volontari che la custodiscono ed operano in sinergia con la Provincia di Lecce e Regione Puglia. Nella biblioteca del Palazzo gli oltre tremila volumi conservati, con alcune edizioni rarissime, rappresentano uno degli archivi storici più preziosi della regione. Ma scarseggia però la pubblicazione di testi dell'autore che ne possano favorire la conoscenza, anche se qualcosa si muove. Un universo tutto da riscoprire quello di Girolamo Comi, anche perchè quasi sempre autopubblicava le sue opere e non esistono suoi volumi in commercio tranne una raccolta antologica delle sue ''Poesie'' che comprende tre libri, ovvero Spirito d'armonia, Canto per Eva e Fra lacrime e preghiere, edito da Musicaos Editore nella collana Novecento e a cura di Antonio Lucio Giannone e Simone Giorgino. A Palazzo Comi poi sono recentemente tornati quattro quaderni personali, con appunti sulla vita privata, più uno di riflessioni politiche e sull'impegno civile, che vengono restituiti dopo la custodia affidata a Donato Valli. Valli, che ne curò la pubblicazione dell'Opera poetica nel 1977, era infatti grande amico di Comi ed ora sono i figli Ludovico e Lucia a riportare quelle preziose pagine a casa. Inoltre è di qualche mese fa la pubblicazione dell'Epistolario di Girolamo Comi sul Portale "Internet Culturale Cataloghi e Collezioni digitali della Biblioteche italiane" dell'Istituto Italiano per il Catalogo Unico del Ministero della Cultura, con la curatela del Polo Biblio-museale di Lecce e della Provincia di Lecce all'interno del bando Community Library "rafforzamento della rete delle biblioteche della Provincia di Lecce". La collezione comprende circa 3.500 lettere del poeta ai suoi corrispondenti, uno spaccato della fitta attività del poeta nel costruire relazioni capaci di consolidare il portato di ricerca dell'Accademia Salentina, l'attività editoriale condotta dal poeta con la rivista che aveva fondato nel 1949, L'Albero, e il "sogno" di un fare culturale volto e attento alla crescita della comunità. Nel carteggio i nomi di Maria Corti, Oreste Macrì, Rina Durante, Ferruccio Ferrazzi, Donato Valli, Vittorio Pagano, e ancora Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Carlo Bo, Vittorio Bodini, Tommaso Fiore. Da segnalare anche due importanti volumi di recente pubblicazione - entrambi con saggi dedicati a Girolamo Comi - che hanno affrontato il tema del "fare letteratura" a Sud, ovvero Nelle pieghe del Novecento. Studi sulla letteratura italiana contemporanea (Milella, 2025) di Antonio Lucio Giannone e Eretico barocco. Una linea meridiana nella poesia italiana contemporanea (Carocci, 2024) di Simone Giorgino.