HomeMagazinePuccini il “brigante“ di Capalbio. La sua Maremma e l’eco di TiburziIn una lettera inedita, la passione del compositore per la località e l’evocazione di “Domenichino“ .Giacomo Puccini, appassionato cacciatore, a Rocca Tagliata. In alto, un suo ritrattoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciTu chiamale se vuoi coincidenze. Oppure chiamale emozioni. Coincidenze ed emozioni, comunque, in chiave pucciniana. Recentemente ho presentato il mio libro L’Orologio Cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio nel borgo medievale della Maremma grossetana, nell’incantevole atmosfera di Palazzo Collacchioni, a suo tempo appartenuto ai possidenti terrieri Marco e Maria Collacchioni che più volte ospitarono Giacomo Puccini a Capalbio in occasioni di battute di caccia.
Il battesimo di Puccini a Capalbio era avvenuto nel dicembre del 1896, giusto un mese e mezzo dopo la cattura e l’uccisione, nella notte tra il 23 e il 24 ottobre, in località Le Forane, di Domenico Tiburzi, il Re della Macchia, il leggendario brigante che aveva imperversato per ventisette anni, poi amato dalla popolazione e “venerato” ancora ai giorni nostri come una sorta di Robin Hood raddrizzatori di torti e ingiustizie.









