Di: SEIDISERA - Lüönd / FCi Una cella temporalesca nell’Altipiano svizzero e un fenomeno simile a Cremona, con in aggiunta una tromba d’aria, si sono verificati venerdì: chicchi di grandine dalle dimensioni fuori dal comune, vento, danni e anche feriti. Per capire cosa è successo, SEIDISERA ha intervistato Luca Nisi di MeteoSvizzera, che conosce bene la climatologia della grandine. Entrambi gli eventi “sono stati caratterizzati da due temporali supercellulari ben strutturati”, spiega. “La supercella è il tipo di temporale più violento di tutte le categorie che conosciamo”. Un fronte freddo che arrivava da ovest e dei contrasti termici marcati hanno causato lo sviluppo di questi violenti temporali, aggiunge.Si tratta di situazioni simili a quelle avvenute lo scorso giugno nel Mendrisiotto e a fine agosto 2023 nel Locarnese. I chicchi di grandine di ieri hanno raggiunto i sei centimetri di diametro circa. A Cremona la grandine è stata particolarmente impetuosa, ma in generale sulla Pianura Padana “il grosso dei danni l’ha fatto il vento con anche una tromba d’aria, che non è altro che un tornado”, evidenzia Nisi.Atmosfera ricca di energiaIl fatto che la grandine cada sempre più spesso e in grandezza maggiore è collegato ai cambiamenti climatici, spiega l’esperto, questo perché nell’atmosfera c’è più energia. E questo vale anche per il cuore delle Alpi. Nonostante le montagne disturbino la struttura di questi temporali, ci sarà sempre più umidità, della quale questi temporali si “nutrono” usandola come carburante.