«Vediamo cosa ci riserva questa sera che è cominciata con un desiderio, di vivere le cose che verranno. Connessi col respiro e senza troppo affanno, prendendo esempio da quelli che sanno, da quelli che non parlano, ma fanno.» : Il concerto di Jovanotti a Palermo è iniziato con un inno alla vita, con le parole e le note di una brano storico: Ricordati di vivere, scritto quattro anni.Palermo ha risposto presente al Jova Summer tour, festa della musica e della gente in tutti i sensi. Il campo dell'ippodromo, non verde brillante ma polveroso e sterrato, ha accolto le settantamila persone previste per il primo dei due concerti della star italiana del pop. Tutto secondo copione, ma mai banale. Lorenzo Cherubini sale puntuale sul palco verso le sedici. Pantalone bianco, bretelle e polo a righe sfalsate sui toni che vanno dal rosso al rosa e al bianco. E in testa ha un cappello nero con incise le lettere del suo nome: Lorenzo: è quasi un gesto di modestia, immaginando di essere uno dei tanti in mezzo a tanti. Le prime parole sono una dedica a quel puntino rosa incastonato sul monte Pellegrino: è il Castello Utveggio: «Lo guardavo dalla stanza dell' albergo e lo ammiravo, nella sua immensa bellezza».Jovanotti spezza il ghiaccio subito. Per la prima parte dello spettacolo indossa i panni dell'intrattenitore più che del cantante. Spazio agli appoggi: tra loro c'è un siciliano illustre ma visibilmente emozionato. Risponde al nome di Lello Analfino. E proprio Lello si lancia in un abbraccio di quelli che solo i siciliani sanno dare. A microfoni aperti Analfino si rivolge alla star con un perentorio «io sono un minchiataro.» Jovanotti ride e risponde: «Anche io». Chissà, però, se conosce il senso profondo di quella confessione di Analfino. La sera sta per arrivare sul campo dell'ippodromo.Dopo le prime guest star, Jovanotti sale sul palco, imbraccia la chitarra e intona le note della sua prima canzone. Tutti saltano, ballano e cantano tra totem dai mille colori, giganteschi palloncini a forma di cuore rosso fuoco e pupazzi celesti dal volto a righe. E' qui la festa. Ed è appena cominciata.