È stato presentato nella Prefettura di Foggia alle autorità e al mondo del Terzo Settore locale il progetto che il Comune di Foggia candiderà all’Avviso pubblico regionale «Puglia Accogliente», mirato a realizzare soluzioni abitative decorose ai migranti regolari che vivono nel più grande ghetto d’Europa, quello di Borgo Mezzanone. L’area scelta è stata donata dall’imprenditore Lazzaro D’Auria, che ha acquisito in un’asta giudiziaria un bene immobiliare sottraendolo alla mafia incurante delle minacce ricevute e delle possibili ripercussioni per lui e i suoi cari, e questo conferisce un ulteriore significato alla lotta per la legalità, contro il caporalato e per il rispetto della dignità e della vita di persone che vivono in condizione di semi-schiavitù. Si tratta, ha spiegato l’architetto Silvana Corvino che sta curando il progetto per l’Area Rigenerazione Urbana-Lavori Pubblici dell’Ente, di sei piccoli fabbricati ex Opera Nazionale Combattenti, di un capannone industriale e di una vasta area complessiva a 500 metri dall’attuale pista nei pressi del Cara: beni immobili in concessione gratuita per la durata dei lavori e per i nove anni del progetto, che prevede la realizzazione di minialloggi e soluzioni abitative condivise per 80 persone.
Foggia, «Un centro di accoglienza immigrati in un bene confiscato alla mafia»
Presentato il progetto del Comune. Critici i sindacati: «Noi esclusi»







