Tra Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, in Puglia, vivono oltre 4000 braccianti senza documenti e senz’acqua corrente. Il 4 luglio hanno occupato la Basilica di San Nicola a Bari con l’USB per chiedere “case vere” e denunciare decine di migliaia di fondi PNRR persi.

I braccianti del ghetto di Borgo Mezzanone occupano la Basilica di San Nicola a Bari

A Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, c'è il più grande ghetto di braccianti in Europa. Qui vivono circa 3.500 persone che si sommano alle 2.000 del ghetto di Torretta Antonacci. Tutti insieme lavorano nei campi del Tavoliere delle Puglie, dove viene prodotta la maggior parte della verdura italiana che finisce sulle nostre tavole. A coltivarla sono uomini e donne pagati a cottimo, spesso senza documenti o contratti, che vivono in ghetti privi di acqua corrente e altri servizi essenziali.

L'approvvigionamento idrico è uno dei tanti problemi del ghetto: dato che non ci sono infrastrutture per rifornire gli insediamenti informali, l'acqua potabile viene consegnata attraverso il rifornimento quotidiano dei serbatoi, una sorta di bidoni dove i lavoratori si recano per rifornire le taniche che poi portano a casa per poter cucinare, pulire e lavarsi. In queste settimane di caldo anomalo, però, le cisterne sono rimaste vuote. Il disagio è stato causato dalla rottura di alcuni serbatoi, oltre che dall'aumento delle persone arrivate nelle campagne per la raccolta stagionale del pomodoro.