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Ultimo aggiornamento: 7:51

di Yvan Sagnet e Simona Moscarelli

Borgo Mezzanone non è solo un luogo di degrado. È il punto in cui si concentrano alcune delle contraddizioni più dure dell’agricoltura italiana: lavoro povero, documenti fragili, case introvabili, trasporti insufficienti, sfruttamento.

Attorno all’ex CARA, e soprattutto lungo la pista, si è formata negli anni una realtà molto più ampia di un semplice centro per richiedenti asilo. Oggi lì vivono lavoratori agricoli, richiedenti asilo, ex richiedenti, persone con permessi precari e persone senza permesso. La condizione materiale è sotto gli occhi di tutti: baracche, rifugi di fortuna, servizi carenti, rifiuti, collegamenti difficili, isolamento. Non è solo povertà. È una segregazione che si è consolidata nel tempo.