Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCaldo fuori ma anche dentro al Senato, dove sta per arrivare (martedì) l’emendamento del cdx sulle preferenze che anticipa l’esame (previsto per il 9 settembre) della legge elettorale e sulla quale alla Camera è avvenuta la rottura nel centrodestra per un emendamento, voluto da Giorgia Meloni, che prevedeva la reintroduzione delle preferenze. La presidente del Consiglio commentò: «Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. L'emendamento è stato respinto per un solo voto. Un'occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci». Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di FdI, in queste settimane ha cercato di raccattare i cocci ed è riuscito a mettere d’accordo i quattro partiti della coalizione (o meglio i loro leader) su un compromesso: capilista bloccati, gara con le preferenze per i componenti della lista (come prevedeva l’emendamento bocciato alla Camera), massimo tre preferenze che l’elettore potrà esprimere con le crocette (almeno una su tre dovrà essere di genere diverso), l’alternanza di genere dovrà riguardare anche i capilista, ovvero il secondo nome in lista dovrà essere di genere diverso.
Preferenze elettorali, il centrodestra ci riprova al Senato - ItaliaOggi.it
La proposta di Giorgia Meloni arriva al Senato il 9 settembre. Dopo la rottura alla Camera, il centrodestra cerca un compromesso per reintrodurre le preferenze. Il parere degli esperti






