Ragusa celebra oggi la solennità del martirio di San Giovanni Battista, Patrono della città e della diocesi, una delle ricorrenze più identitarie e radicate nella storia religiosa del capoluogo ibleo. In Cattedrale, questa mattina, il solenne pontificale presieduto dal vescovo Giuseppe La Placa, dinanzi alle autorità civili e militari, ha richiamato il senso profondo della figura del Precursore, delineandone la missione, la testimonianza e l’attualità spirituale.

Nel corso dell’omelia, il vescovo ha ricordato come Giovanni sia precursore dall’inizio alla fine della sua vita: lo è nella nascita, perché viene alla luce prima di Cristo; lo è nella predicazione, perché chiama Israele alla conversione e prepara i cuori ad accogliere il Salvatore; lo è nella testimonianza, perché indica con umiltà colui che viene dopo di lui, dichiarandosi indegno persino di sciogliergli i legacci dei sandali; e lo è infine nel martirio, perché la sua morte diventa profezia della Pasqua di Cristo. Il sangue versato per la verità e la giustizia anticipa quello dell’Agnello immolato per la salvezza del mondo, la cui venuta Giovanni aveva annunciato sulle rive del Giordano.

In Giovanni, ha spiegato La Placa, la vocazione profetica raggiunge la sua forma compiuta: indicare Cristo con la parola, preparare la sua venuta con la vita, rendergli testimonianza fino al dono totale di sé. Già nella chiamata di Geremia, proposta dalla liturgia nella prima lettura, emergono i tratti essenziali di ogni autentica vocazione profetica: Dio sceglie, consacra, affida una parola che il profeta accoglie e proclama senza lasciarsi intimidire dalle opposizioni. «Essi ti faranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti», ha ricordato il vescovo citando il testo biblico.