Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti
Non più soltanto chatbot capaci di rispondere alle domande dei clienti, ma veri e propri assistenti in grado di interpretare una richiesta, accedere ai dati e, entro determinati limiti, compiere azioni di portafoglio. È questa la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale applicata alla finanza con banche, fintech e piattaforme di investimento che stanno trasformando siti e app in interfacce conversazionali. A segnare il passaggio è Scalable Capital, prima banca in Europa ad aprire la sua piattaforma a tutti i principali assistenti AI, tra cui ChatGpt (OpenAI), Claude (Anthropic) e Grok (SpaceXAI). La fintech tedesca nei giorni scorsi ha lanciato Agentic Investing: una funzione, attiva anche in Italia, tramite la quale gli utenti possono interpellare l'AI preferita per analizzare i mercati, controllare il portafoglio, impostare pac o alert e perfino ordini, che devono comunque essere verificati e approvati dal cliente. La differenza rispetto al chatbot tradizionale è sostanziale. Un assistente conversazionale risponde, mentre un agente AI può pianificare una sequenza di attività e utilizzare strumenti digitali per portarla a termine. In finanza significa passare dalla domanda «come sta andando il mio portafoglio?» a richieste come «avvisami se un titolo scende sotto questa soglia» o «analizza la mia esposizione». Il confine tra informazione, assistenza e operatività diventa quindi sempre più sottile.






