Non più soltanto chatbot capaci di rispondere alle domande dei clienti, ma veri e propri assistenti in grado di interpretare una richiesta, accedere ai dati e, entro determinati limiti, compiere azioni di portafoglio. È questa la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata alla finanza con banche, fintech e piattaforme di investimento che stanno trasformando siti e app in interfacce conversazionali.

A segnare il passaggio è Scalable Capital, prima banca in Europa ad aprire la sua piattaforma a tutti i principali assistenti AI, tra cui ChatGpt (OpenAI), Claude (Anthropic) e Grok (SpaceXAI).

La fintech tedesca nei giorni scorsi ha lanciato Agentic Investing: una funzione, attiva anche in Italia, tramite la quale gli utenti possono interpellare l’AI preferita per analizzare i mercati, controllare il portafoglio, impostare pac o alert e perfino ordini, che devono comunque essere verificati e approvati dal cliente.

La differenza rispetto al chatbot tradizionale è sostanziale.

Un assistente conversazionale risponde, mentre un agente AI può pianificare una sequenza di attività e utilizzare strumenti digitali per portarla a termine.