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L'intelligenza artificiale sta già trasformando il lavoro dei professionisti della finanza promettendo maggiore efficienza ma ponendo anche interrogativi su metodologia e responsabilità. Ne abbiamo parlato con Bernardino Sassoli de' Bianchi, Management Consultant e Professore di Logica e Filosofia della Scienza, Università degli Studi di Milano, che sarà protagonista dei seminari Anasf -aperti a consulenti finanziari soci e non soci e validi ai fini dell'ottenimento della certificazione Efpa- dell'8 settembre a Firenze e del 23 settembre a Torino. Le iscrizioni sono aperte su anasf.it/eventi.

Domanda. Quali sono le competenze minime di AI literacy che un professionista della finanza dovrebbe possedere per utilizzare questi strumenti in modo consapevole e responsabile?

Risposta. Una distinzione che uso è tra sapere che cosa fa uno strumento e sapere perché lo fa: la seconda è spesso trascurata. Un consulente finanziario deve per esempio capire che un sistema di IA generativa produce risposte plausibili - non necessariamente vere - e saper leggere un output con spirito critico. Questo è un problema culturale, non tecnologico: gli strumenti sono facili da usare, formare un proprio giudizio indipendente molto meno. Una ricerca di Anthropic pubblicata in questi giorni su 400.000 sessioni di lavoro con agenti IA conferma che la qualità del lavoro prodotto non dipende dalla competenza informatica, ma dalla comprensione del dominio specifico del problema. Chi sa cosa vuole, e perché, ottiene risultati migliori. Chi delega senza capire ottiene rumore ben formattato.