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L'operazione rappresenta una delle manovre più aggressive e discusse degli ultimi decenni per tentare di stabilizzare il mercato del reddito fisso americano. Sebbene l'intervento abbia ottenuto un successo immediato e automatico nel frenare l'impennata dei tassi, la sostenibilità di questa strategia nel medio-lungo periodo è oggetto di forte scetticismo da parte di analisti e investitori. Il dipartimento del Tesoro ha deciso di raddoppiare l'entità dei riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza (segmento 10-30 anni), portandoli da 2 miliardi ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione.
Obiettivo dichiarato: fornire liquidità a segmenti di mercato che mostravano segnali di tensione e ridurre la volatilità. Obiettivo reale: frenare la salita dei rendimenti che, proprio prima dell'annuncio, avevano visto il Treasury trentennale toccare il 5,30%, massimo degli ultimi 19 anni.
La reazione del mercato all'annuncio è stata istantanea e ha provocato un brusco calo dei tassi: il Treasury a 10 anni è sceso rapidamente dal 4,72% verso l'area 4,64-4,65%. Il Treasury a 30 anni è crollato dal picco del 5,30% fino a circa il 5,18-5,20%. Questo calo ha dato ossigeno anche ai mercati azionari e al Bitcoin, ma l'effetto sollievo è durato poco: già nelle sedute successive, gran parte della flessione è stata riassorbita, con i rendimenti tornati a salire a causa delle pressioni macroeconomiche sottostanti.









