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Il destino del risiko bancario e della guerra di offerte fra Intesa Sanpaolo e Montepaschi passa anche da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che nel miliardario portafoglio partecipazioni ha anche il 17,5% di Rocca Salimbeni. La quota fa di Delfin il primo azionista di Mps, nonché una sua parte correlata al pari di Generali e del secondo socio al 13,5% Francesco Gaetano Caltagirone, come spiegato venerdì 28 dallo stesso Monte in un documento informativo sulle operazioni.
Dunque le scelte di Delfin sono fondamentali. Che strada prenderà la cassaforte lussemburghese? Aderirà all'opas di Intesa Sanpaolo concambiando il suo pacchetto di Mps con il 4% circa della banca milanese di Ca' de Sass più un euro per ogni azione apportata all'opas, diventando socio stabile del colosso guidato da Carlo Messina? Oppure appoggerà la doppia scalata di Luigi Lovaglio a Banco Bpm e a Banca Generali per provare a creare il tanto anelato terzo polo bancario italiano?
Con il suo 17,5% Delfin sarà l'ago della bilancia dell'assemblea straordinaria di Mps del 29 ottobre: tutti guarderanno innanzitutto alla sua partecipazione, che determinerà il quorum, e all'eventuale voto espresso. Qualunque siano le scelte, orienterà il consolidamento nel settore del credito in Italia.








