VENEZIA - L'isola di Murano perde una delle sue anime più passionali e battagliere. Si è spento per una malattia che lo ha portato via in pochi mesi, Gaetano Mazzuccato, per tutti semplicemente Gino: aveva 80 anni. Imprenditore di razza, indimenticato dirigente sportivo e soprattutto uomo profondamente legato alla sua isola, Gino era una forza della natura, schietto, vivace, capace di dire sempre quello che pensava e di battersi fino in fondo per ciò in cui credeva. Insieme al fratello Luciano aveva legato il proprio nome alla storia produttiva della laguna e ai colori del Venezia Calcio.

Chi era Ma dietro l'imprenditore e il dirigente c'era soprattutto un uomo che aveva fatto di Murano una ragione di vita, difendendola con passione e orgoglio. Gino era una presenza continua nella sua isola: viveva praticamente in fornace, la sua vera ragione di vita, lavorando come un instancabile guerriero come ricorda il figlio Cristiano. Sanguigno, generoso, era incapace di restare a guardare quando sentiva che qualcosa non andava. Storiche sono rimaste le sue battaglie in difesa del vetro di Murano, anche contro le amministrazioni locali. Per i suoi meriti sociali era stato insignito dei titoli di Commendatore della Repubblica e Cavaliere di San Marco e aveva ricevuto un dottorato honoris causa dal Vaticano. Quella dei Mazzuccato è una storia di riscatto e grande intuizione. Il fratello era nato a Mira, mentre Gino a Murano: la famiglia si era trasferita sull'isola perché il padre lavorava come fuochista di notte. Tempi duri e di grande povertà. Gino aveva iniziato a lavorare giovanissimo, ad appena 11 anni, imparando l'arte del vetro a lume. Insieme al fratello, prese in affitto un negozio in Piazza Mazzini a Jesolo dove, recuperando gli spezzoni di canne scartati dalle fornaci, iniziarono a creare oggettini a lume che negli anni '60 andavano molto di moda. Il vero salto arrivò con l'affitto di una fornace in calle San Giuseppe dove negli anni '70 producevano le famose Dame e Cavalieri per poi virare sui grandi lampadari artigianali, protagonisti di un boom con il mercato arabo e poi nel 1977 con la svolta storica.I fratelli acquistarono in Rio dei Vetrai un deposito di legna e carbone della vetreria ex Franchetti: un'area di 10 mila metri quadrati. Da lì l'attività si diversificò, dalla vendita al minuto all'ingrosso internazionale. «Erano due matti intelligenti», ricorda il figlio Cristiano. Una definizione calzante per raccontare la loro capacità di vedere possibilità dove altri vedevano soltanto difficoltà. Quella stessa passione Gino l'aveva riversata anche nel mondo dello sport. Insieme a Luciano fu protagonista di una delle pagine più romantiche e tormentate del calcio lagunare. Nell'estate del 1983 i due fratelli presero in mano un Venezia Calcio sull'orlo del baratro finanziario, salvandolo dal fallimento. Fu una scelta coraggiosa: quando qualcosa in cui credevano rischiava di scomparire, loro non si tiravano indietro. Negli anni della loro gestione Gino ricoprì il ruolo di vice-presidente operativo, portando nel club tutta la sua concretezza e la sua passione. L'amore per il calcio era viscerale per entrambi. Ma quella parentesi si interruppe con l'avvento di Maurizio Zamparini. I rapporti tra i due fratelli non furono sempre facili. Gino, del resto, era fatto così: prendere o lasciare. Tra le sue passioni c'erano la barca e un'imponente collezione personale di circa 700-800 crest appartenenti a tutte le Forze Armate italiane. Oggi il testimone è passato nelle mani del figlio Cristiano, che ha preso le redini dell'attività di famiglia, diversificandola e rinnovandola anche con l'apertura di un bar e un ristorante. Gino Mazzuccato lascia la moglie Tina, la figlia Laura, il figlio Cristiano e I nipoti Leonardo, Gioia, Gloria e Linda. I funerali si terranno mercoledì alle 11 nella Basilica di San Donato a Murano.