Roma, 29 ago. (askanews) – Continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofica alluvione che ha colpito mercoledì Nepal e Tibet. In Nepal sono morte 626 persone e oltre 2.400 risultano disperse, mentre le autorità cinesi hanno riferito di sette vittime e più di 550 dispersi sul versante tibetano.
Restano tre gli italiani dispersi, mentre la Farnesina continua le verifiche per accertare che non vi siano altri connazionali coinvolti. Lo ha spiegato al Corriere della Sera Eugenio Bortolusso, diplomatico dell’Ambasciata italiana a New Delhi arrivato a Katmandu con la task force inviata dal ministero degli Esteri per coordinare sul posto le attività di supporto e assistenza.
“Gli italiani, un centinaio, sono stati tutti verificati”, ha detto Bortolusso. “Confermo che ad oggi sono dispersi tre italiani, nella zona di confine tra il Nepal e il Tibet”. Si tratta della coppia di italo-svizzeri e del cittadino di Rapallo Marco Ratto, che “risultano ancora tra i quasi 2mila dispersi totali registrati nell’area colpita tra Nepal e Tibet”.
Secondo il diplomatico, è probabile che i tre si trovino proprio nella zona di confine, “dove l’ondata d’urto dell’esondazione ha praticamente distrutto un posto di frontiera”. Le operazioni di ricerca sono rese ancora più difficili dal rischio di nuovi fenomeni: le autorità, ha spiegato, hanno dovuto sospenderle per alcune ore per il timore che un nuovo lago formatosi dopo il primo crollo del ghiacciaio potesse esondare.












