Roma, 27 ago. (askanews) – Almeno 362 morti e quasi 1.200 dispersi tra Nepal e Cina. E’ il bilancio ancora provvisorio delle disastrose inondazioni che hanno devastato mercoledì le valli himalayane lungo il confine tra il Nepal e la regione autonoma cinese del Tibet, travolgendo villaggi, strade, ponti e impianti idroelettrici e sorprendendo centinaia di turisti e pellegrini diretti verso alcune delle mete più frequentate dell’area.
La polizia nepalese ha segnalato 359 morti e 644 dispersi in un ultimo aggiornamento provvisorio. La maggioranza dei dispersi sono cittadini nepalesi (127), indiani (178), statunitensi (65), ucraini (53) e australiani (35). Restano tre gli italiani dispersi: il ligure Marco Ratto e una coppia di connazionali. Altri due italiani sono stati tratti in salvo nelle ultime ore, assieme ad altre 25 persone: secondo quanto confermato dalla Farnesina, si tratta di Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo. Su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali.
Le autorità cinesi hanno, da parte loro, riferito di 3 vittime nel territorio del Tibet, portando il bilancio provvisorio complessivo della catastrofe ad almeno 362 morti e 558 dispersi, inclusi 260 stranieri.










