A chi in questo scorcio di fine estate deve fare i conti, sempre più difficili, con i carburanti, non sarà certamente sfuggito un dettaglio.
I cartelli che per disposizione governativa dovevano pubblicizzare il prezzo medio regionale della benzina e del gasolio sono spariti quasi dappertutto.
Non avevano senso prima e a maggior ragione non hanno senso ora che il prezzo dei carburanti è del tutto sfuggito al controllo di chi (già, ma chi?) dovrebbe controllare.
Ed è forse questo, assieme al grottesco decreto legge che dopo Ferragosto ha prorogato di 48 ore lo sconto delle accise, il segnale più sconcertante che su tale fronte il governo è nel pallone.
Mentre la crescita del prezzo alla pompa sembra decisamente inarrestabile, al punto che, dopo aver superato di slancio e ormai da tempo 2 euro al litro, viaggia spedito verso successivi e inaspettabili traguardi.









