Ci sono momenti nei quali anche le parole più sincere sembrano non essere sufficienti. Ci sono notizie che arrivano e lasciano dentro un dolore difficile da raccontare, perché non riguardano soltanto un collega, ma unapersona che ha fatto parte della nostra vita, del nostro quotidiano, dei nostri ricordi più cari. La scomparsa di Gianluca Torneo, poliziotto in servizio presso la Digos della Questura di Catanzaro, è uno di questimomenti. Gianluca lascia un vuoto immenso nella sua famiglia, tra i suoi colleghi e in quella comunità cittadina che, negli anni, ha avuto la fortuna di conoscerlo, apprezzarlo e volergli bene. E’ quanto afferma il Sindacato Fsp Polizia di Stato provinciale di Catanzaro.
“Difficile trovare le parole”
Che aggiunge: “Oggi è davvero difficile trovare le parole – dice Rocco Morelli, Segretario Generale Provinciale di Catanzaro del Sindacato Fsp Polizia di Stato – perché davanti alla morte di Gianluca ogni frase rischia di sembrare insufficiente. Non stiamo salutando soltanto un collega. Stiamo salutando un fratello, un amico, una persona che per tanti di noi è stata una presenza importante, sincera e rassicurante.” “Gianluca era un “uomo d’altri tempi” – continua Morelli – uno di quegli uomini che non hanno bisogno di imporsi per lasciare il segno. Bastavano il suo sorriso, una battuta, una parola detta nel momento giusto. Bastava incontrarlo in Questura, per strada o durante una giornata di lavoro per sentirsi, in qualche modo, più sereni. Era un poliziotto profondamente legato alla sua professione. Amava il suo lavoro, rispettava la divisa e affrontava ogni servizio con serietà, responsabilità e professionalità. Ma ciò che lo rendeva davvero speciale era la sua straordinaria umanità. Nei servizi, nelle situazioni più delicate e nei momenti di maggiore difficoltà, Gianluca riusciva a fare ciò che non è affatto semplice: riportare calma dove c’era tensione, trovare una parola capace di aprire un dialogo, creare un punto d’incontro quando sembrava difficile trovarlo. Lo faceva con naturalezza, senza mai cercare di imporsi, con quel garbo che era parte autentica del suo carattere. Dietro quella divisa, che ha onorato fino all’ultimo, c’era soprattutto un uomo straordinario. Una persona capace di esserci, di ascoltare, di tendere una mano e di regalare un sorriso anche quando le giornate sembravano più pesanti. La malattia lo ha messo duramente alla prova, ma Gianluca l’ha affrontata con una dignità e un coraggio che rimarranno impressi in tutti noi. Con discrezione, senza mai fare rumore, ha combattuto la sua battaglia fino alla fine ed anche nelle giornate più difficili ha anteposto il suo pensiero agli altri.”







