L'economista al Corriere della Sera analizza lo strumento usato finora da Palazzo Chigi. Nel 2022 per esempio il taglio è andato migliorare la vita di cittadini con un reddito superiore alla media
Il governo ha prorogato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio, una misura adottata per contenere i rincari di greggio e raffinati. Tuttavia, sottolinea oggi l’economista Carlo Cottarelli sul Corriere della Sera, l’uso del taglio fiscale come risposta ai picchi di prezzo del carburante presenta notevoli criticità strutturali.
Ne hanno beneficiato i ricchi
Secondo l’ex direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale aver ridotto le accise significa erogare un sussidio a pioggia che avvantaggia soprattutto le fasce di reddito medio-alte, le quali consumano più carburante. I dati dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) relativi al taglio del 2022 mostrano che il 68% del sussidio è andato a cittadini con un reddito superiore alla media e il 10% più benestante ha catturato quasi il 18% delle risorse.
Il rischio distorsione dei mercati














