Il governo ha prolungato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio. Spero sia l’ultima volta. Riassumo le ragioni per cui tagliare le accise come reazione all’aumento del prezzo del greggio e dei suoi raffinati è sbagliato.Primo, è un sussidio che va a tutti anche a chi potrebbe benissimo permettersi di pagare di più il prezzo dei carburanti. Anzi, va soprattutto a chi ha redditi relativamente alti, perché consuma più carburanti. Per il taglio delle accise del 2022, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha calcolato che il 68% del sussidio è andato a cittadini con un reddito superiore a quello mediano. Non solo: al 10% più benestante è andato quasi il 18% del sussidio.

Secondo, riducendo l’impatto sul prezzo alla pompa attraverso il taglio delle accise, si riduce l’incentivo a contenere l’uso del carburante in un momento in cui il carburante diventa più scarso. In un’economia di mercato come la nostra, i prezzi segnalano la scarsità di un bene: se il petrolio e i suoi derivati diventano più scarsi, l’aumento di prezzo segnala che occorre ridurne l’uso. Negli Stati Uniti, per esempio, il consumo di carburante si è ridotto nei mesi scorsi per effetto dell’aumento dei prezzi. Se il consumo mondiale di carburante non si riducesse nonostante la minore disponibilità di materia prima, prima o poi si arriverebbe al razionamento, cosa che avrebbe conseguenze ben più serie di quelle finora osservate.