Vicesindaco Zinni, D’Angelo dice che l’azienda fa già la sua parte e che la prevenzione "la può fare solo chi ha le leve del potere". Il Comune è socio di maggioranza di Conerobus e lei ha la delega alla sicurezza: cosa state facendo, concretamente, per proteggere chi lavora e chi viaggia sui bus?

"Abbiamo messo in campo la polizia locale, come richiesto dall’azienda e dai sindacati, con controlli a chiamata e a campione ai capolinea e a bordo degli autobus".

Nel 2013 il Consiglio comunale approvò con 29 voti su 30 la mozione "Viaggiare sicuri": controlli affidati a guardie giurate sui mezzi, sul modello sperimentato a Pesaro. In tredici anni nessuna giunta l’ha attuata, e il proponente di allora è oggi il vostro presidente di Conerobus. Quella strada la considerate?

"Non conosco questo documento e nessuno, tra azienda e tecnici del Comune, ce lo ha mai sottoposto ufficialmente. E non credo sia la soluzione ideale, anche perché quei vigilantes non possono intervenire se non per legittima difesa. Quello che occorre adesso è intensificare i controlli di polizia locale e forze dell’ordine, per dare un segnale forte".

Da giovedì sera controlli congiunti tra verificatori e polizia locale: quanti agenti, su quali linee, per quanto tempo? È la risposta all’emergenza o diventa un servizio strutturale?