‘Fai buon viaggio, papà’. Si chiude così, il saluto a Ennio Mattarelli, ‘Un campione nello sport e nella vita’, come ricorda il santino che gli rende omaggio. Ennio è scomparso domenica, all’età di 98 anni. E sono le tre figlie, Silvia e le gemelle Monica e Manuela, a dare l’ultimo saluto al papà nell’abbazia di Zola Predosa, dove si radunano in tanti, amici, parenti. E tanti sportivi, medaglie (d’oro) olimpiche - proprio come Ennio -, mondiali, europee.
C’è Luciano Giovannetti, che vinse l’oro nel trap a Mosca (1980) e poi a Los Angeles (1984), c’è Jessica Rossi (con lei anche il papà Ivan), oro a Londra nel 2012. C’è, dal mondo dello skeet, Ennio Falco che trionfò ai Giochi di Atlanta nel 1996. Ci sono Daniele Resca e tanti amici, avversari, rivali di Ennio. È come vedere un docu-film sul mondo del tiro a volo dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Un mondo, quello del tiro a volo, che deve tanto al talento, al genio e alla professionalità di Mattarelli.
Sono arrivati fin dal mattino, da Caserta come da Brescia, da Varese come dalla Toscana. E non è solo il frutto della grande popolarità di Ennio. È che Mattarelli, con il suo modo di fare e il suo genio (62 brevetti e l’idea di trasformare lo sport in un lavoro, grazie alle macchine spara-piattelli che vengono esportate in ogni angolo del mondo), sapeva entrare nel cuore delle gente.






