L’ultimo abbraccio a Ennio Simeone: Addio allo storico direttore del Quotidiano. Non solo lacrime ma la voglia di testimoniare.
L’ULTIMA immagine di Ennio Simeone che resta scolpita negli occhi velati di chi l’ha amato e stimato, è quella auto grigia piena di fiori che si allontana da sola, silenziosa, nel viale del Verano, mentre Roma si scioglie nel caldo impossibile del picco dell’estate più triste. Il suo ritratto si allontana all’improvviso, fino a diventare un puntino, quando chi è accorso per salutarlo è ancora lì, incredulo, a scambiarsi ricordi, sensazioni, emozioni. Ennio, il nostro Ennio, il direttore, l’uomo che per anni è stata l’anima di questo gruppo editoriale, inizia il viaggio verso l’ignoto da solo, come tante volte gli è capitato nella sua vita.
Ci sono separazioni che non riescono a staccarsi dall’abbraccio della mestizia; anche quando sono provvisorie, figuriamoci quelle irreversibili, senza ritorno. E pure nel dolore infuocato di questa giornata di lutto e tormento, nel Tempietto Egizio del cimitero monumentale della capitale, c’è stato anche il momento della serenità e persino di una risata. Una cerimonia laica, composta, sobria, semplice come le cose che lui più amava ha salutato il giornalista che si è spento a un passo dai 90 anni lo scorso primo agosto.







