| 1 Agosto 2026 17:07 |

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Ennio Simeone ha ricoperto il ruolo di direttore del Quotidiano della Calabria dal 1997 al 2007, dieci anni durante i quali ha contribuito a far nascere una classe giornalistica nuova in Calabria. Non solo molti degli attuali redattori del Quotidiano del Sud, ma anche tanti colleghi che oggi scrivono altrove hanno avuto in Simeone la prima guida. Una guida che ha lasciato, senza nulla togliere a chi l’ha seguito, forse la traccia più profonda in molti di loro. L’essenza stessa di quell’essere giornalista al servizio del lettore che ancora oggi è l’insegnamento più grande che gli deve essere riconosciuto.

Personalmente ho iniziato la mia carriera giornalistica con lui. Il mio primo articolo con il Quotidiano della Calabria risale al 13 settembre 2000, ero un semplice corrispondente, lontano anni luce dal direttore visto allora quasi come una entità irraggiungibile capace di discernere il vero dal falso, il corretto dallo scorretto. Ma fu proprio quella entità lontana che di colpo mi si palesò davanti senza che me lo aspettassi. Durante un incontro nella redazione di Vibo tra il direttore e i collaboratori, prima di andarsene, mi si avvicinò e mi disse: «Tu sei Ridolfi? Ti tengo d’occhio» e rivolto a Mimmo Mobilio, all’epoca mio caposervizio, gli disse: «Seguilo, che questo ha qualcosa da dire». Ero, allora, un semplice corrispondente poco più che ventenne. Entrai in redazione come redattore part time anni dopo, nel 2006, un anno prima che Matteo Cosenza prendesse il suo posto alla guida del Quotidiano della Calabria. Oggi sono vicedirettore del Quotidiano del Sud. Anche per il mio caso Ennio Simeone ci aveva visto lungo dimostrando il suo fiuto da giornalista di razza. Grazie di tutto