Il coraggio di mamma Olga: «Continua a sciare amore mio. Ti aspetto in paradiso. Per me e per tuo padre, tu e Michele eravate i nostri eroi. Sognavi le Olimpiadi e stavi raggiungendo il tuo sogno. Grazie Matte per quello che sei. Piccolo grande uomo. Spero che la tua morte possa servire per la sicurezza del tuo sport».

Il silenzio - l’onore ai caduti - la pioggia le lacrime dal cielo e in chiesa - tutti per l’addio a Matteo Franzoso. L’azzurro di sci morto a 25 anni mentre si allenava in Cile. Le preghiere e l’intervento - appello e urlo di dolore - di Gianni Poncet, sindaco di Sestriere e uomo di sport, arrivano alla fine della cerimonia. «Alle autorità qui riunite chiedo un progetto per i ragazzi. Facciamo si che il sacrificio di Matteo Franzoso serva ad altri giovani. Lui per me era un figlio, venuto dal mare. Resterà sempre nei nostro cuori». Il funerale di Stato inizia come da protocollo, alle 16 in punto. Dopo il kirie - l’antica formula greca che invoca la pietà del Signore - il parroco don Giorno Nervo e il cappellano delle Fiamme Gialle ricordano: «Gesù desidera dire a voi le parole dette sin dall’antichità. Desidero consegnare a voi queste parole perché leniscano la vostra sofferenza». «Caro Matteo avevi tanti sogni e questo è bello. Ora tutto questo è nelle mani di Dio».