La Fiorentina diventa di proprietà della famiglia Commisso nel giugno 2019. Inizia l’era del club "all’americana" con il motto "fast fast fast". Ambizioni, grande mercato e la realtà che però si scontra, dopo qualche stagione con la sequenza delle finali perse.

Stagione 2022/23, due finali da giocare. Stagione 2023/24, un’altra finale da affrontare. Roba da stropicciarsi gli occhi. O anche una sintesi di occasioni da jackpot del Superenalotto. Situazione da, come si dice in casi del genere da toccare ferro, perché… Perché quel ferro-portafortuna evidentemente la Fiorentina finì per non toccarlo, trasformando quella che sarebbe potuta essere una serie incredibile di soddisfazioni, emozioni e pagine di storia viola riscritte a una velocità folle, si è trasformata in un elenco di "avrei voluto ma non ho potuto" che ha l’odore di un primato al contrario.

La Fiorentina delle tre finali di coppe (due di Conference League e una di coppa Italia) ha infatti finito per mandare in tilt l’autostima dei tifosi, quella dei giocatori e quella di Vincenzo Italiano che come era stato bravo, minuzioso e scientifico nel portare la squadra agli appuntamenti clou, ha finito per lasciare agli avversari tre trofei su tre.